È disponibile la nuova versione 2.1.0 di Konga, la prima release funzionale dopo la versione “2”. Se la 2.0.0 era stata soprattutto un cambio di architettura — nuova grafica, nuovo motore del Konga Client, nuovo modulo “W” — la 2.1.0 lavora sulla sostanza: la maggior parte delle novità di questa versione riguarda l’area contabile e fiscale, la gestione della valuta estera, l’analisi delle commesse e la tracciabilità dei lotti, ovvero le aree dove gli utenti ci hanno segnalato le esigenze rimaste scoperte.
Le novità si possono raggruppare in cinque filoni principali:
- Area IVA: la gestione dell’IVA indetraibile con il campo “Importo IVA Indetraibile”, le registrazioni IVA “miste” e il controllo dell’importo massimo di compensazione.
- Valuta estera: la valuta di registrazione diventa un vincolo effettivo sulle schede e sulle anagrafiche, e i partitari di prima nota possono essere stampati in valuta.
- Analisi e controllo di gestione: la nuova stampa “Analisi commesse”, il filtro per commessa nella situazione ordini clienti e i lotti che tracciano anche le quantità fiscali.
- Gestione documentale: l’acquisizione dei documenti da scanner direttamente negli allegati, e un modulo “W” più completo con filtri, statistiche e riferimenti aggiuntivi sui fascicoli.
- Server: prestazioni migliori, consumo di CPU ridotto quando il server è a riposo e controlli più severi sui dati ricevuti.
Qui sotto sono riportate le differenze principali rispetto alla versione precedente del programma, raggruppate per area funzionale.
Contabilità e IVA
- Aggiunta la gestione del campo “Importo IVA Indetraibile” nei movimenti IVA, con aggiornamento dei registri IVA e del corrispondente calcolo della liquidazione IVA periodica
- Aggiunta la gestione delle registrazioni IVA “miste”
- Aggiunta la gestione dell’importo massimo di compensazione IVA
- Aggiunta l’opzione “Escludi Chiusure” nella stampa del bilancio UE
Ratei e risconti
- Estesa la gestione dei ratei e risconti: stato “Annullato”, supporto al risconto “ibrido” e gestione della “data ripresa”
Valuta estera
- Estesa la gestione della valuta di registrazione: le schede e le anagrafiche accettano i soli movimenti nella valuta di conto o nella propria valuta, che viene proposta al posto di quella abituale, e la stampa del bilancio di chiusura e apertura ne tiene conto
- Aggiunta ai partitari di prima nota la stampa degli importi in valuta estera, con le modalità “Solo valuta di conto”, “Valuta di conto e valuta estera” e “Solo valuta estera”, e il filtro sulla valuta dei movimenti
Cespiti
- Aggiunta la causale cespiti “ricostruzione fondo”
- Rivista la stampa del registro dei beni ammortizzabili e aggiornata la stampa della lista dei cespiti
Partite aperte, scadenze e solleciti
- Aggiunta l’elaborazione per la modifica della visibilità delle scadenze delle partite aperte
- Aggiunta l’opzione per omettere le scadenze nascoste nelle stampe solleciti di pagamento ed estratto conto
- Aggiunto l’invio massivo via email dei solleciti di pagamento
- Aggiunta la possibilità di stampare le partite delle schede collegate nella stampa estratto conto
Commesse
- Aggiunta la nuova stampa “Analisi commesse”
- Aggiunto il filtro per commessa nella stampa situazione ordini clienti
Magazzino, lotti e ordini
- Modificata la gestione dei lotti per tracciare anche le quantità fiscali
- Modificata la logica di propagazione del ricalcolo dei prezzi nella variazione dei listini
- Modificata la gestione della colonna “Resi” nei documenti fiscali e nel carico/scarico, che diventa visibile automaticamente quando serve
Allegati e fascicoli (modulo “W”)
- Aggiunto il supporto per la scansione di documenti negli allegati, con drag-and-drop, selezione multipla e riordinamento delle pagine
- Aggiunti i riferimenti aggiuntivi ai fascicoli
- Aggiunti i filtri e le statistiche ai fascicoli, con la numerazione delle righe e la scelta del fascicolo alla creazione di un nuovo allegato
Vendite al banco
- Aggiunta la possibilità di assegnare punti fedeltà ai clienti anche senza fidelity card
Amministrazione, stampe e server
- Aggiunto il supporto per l’importazione/esportazione dei modelli dei parametri extra
- Aggiunto il filtro sulla lista degli utenti e il filtro per utente nel giornale delle attività
- Migliorate le prestazioni del server e ridotto il consumo di CPU quando è a riposo
- Migliorata la sicurezza del server, con controlli più severi sui dati ricevuti
IVA indetraibile — il campo “Importo IVA Indetraibile”

La novità più rilevante dell’area contabile è la gestione dell’IVA indetraibile a livello di singolo movimento IVA. Fino alla versione precedente la quota indetraibile non veniva conservata insieme alla registrazione IVA: il programma la ricalcolava di volta in volta a partire dalla percentuale di indetraibilità del codice IVA. Ora il movimento IVA prevede il campo “Importo IVA Indetraibile”, che rende esplicita la quota di imposta non portata in detrazione e la memorizza sul movimento.
La conseguenza importante è che l’informazione non resta confinata nella registrazione: sono stati aggiornati sia i registri IVA, che riportano la quota indetraibile, sia il calcolo della liquidazione IVA periodica, che considera come IVA a credito solo la parte effettivamente detraibile. Questo significa che l’IVA indetraibile viene gestita correttamente lungo tutta la catena, dalla prima nota alla liquidazione, senza necessità di interventi manuali di rettifica.
Registrazioni IVA “miste”

Capita spesso che la registrazione contabile di un documento non possa esaurirsi nelle righe che derivano dal castelletto IVA. Il caso tipico è la fattura di acquisto rilevata su un conto transitorio, che deve poi essere ripartita sui conti di costo effettivi. Fino alla versione precedente la strada era disattivare la ripetizione nel giornale e comporre le righe a mano, con il rischio di disallineamenti tra il castelletto IVA e il giornale.
Nella 2.1.0 le due cose convivono. La sezione “Giornale” delle registrazioni IVA mostra la nuova colonna “Aut.”, che distingue due tipi di righe:
- “A” (Automatica) — righe generate dal programma a partire dalla sezione “IVA”. Per queste righe non è possibile modificare codice, descrizione e importi, che derivano sempre dal castelletto;
- “M” (Manuale) — righe aggiunte dall’utente in coda, direttamente nella sezione del giornale.
Una registrazione che contiene almeno una riga manuale è, appunto, una registrazione “mista”. Lo segnala il nuovo campo “Mista?” nella testata, presente solo nelle registrazioni di tipo IVA: è gestito automaticamente dal programma, vale “No” per default e passa a “Sì” nel momento in cui vengono aggiunte righe manuali. Non è quindi una scelta da fare in apertura, ma un’informazione che Konga ricava dal contenuto della registrazione.

Nell’esempio in figura la fattura di acquisto viene rilevata nella sezione IVA su un unico conto transitorio, con due aliquote — 2.000,00 € al 22% e 100,00 € al 10%: da qui nascono le righe “A” del giornale, insieme a quelle del fornitore e dell’IVA c/acquisti. Le righe “M” che seguono chiudono il conto transitorio e ripartiscono i 2.100,00 € tra “Acquisto materie prime” e “Acquisto materie sussidiarie”. Documento unico, registrazione unica, dettaglio contabile completo.
ATTENZIONE: l’opzione “Ripeti nel giornale” è stata eliminata. La ripetizione nel giornale è ora sempre attiva e produce le righe “A” descritte sopra: chi era abituato a disattivarla troverà un comportamento diverso, perché le righe generate dal castelletto sono sempre presenti e l’intervento manuale si esprime aggiungendo righe in coda, invece che riscrivendo quelle esistenti.
Importo massimo di compensazione IVA

La normativa fissa un tetto annuo alla compensazione orizzontale dei crediti IVA, e superarlo comporta sanzioni. Konga 2.1.0 permette di indicare l’importo massimo di compensazione e ne tiene conto nel corso dell’anno, in modo che il limite venga presidiato dal programma invece che ricordato dall’utente.
Valuta di registrazione: da indicazione a vincolo
Nella 2.0.0 avevamo introdotto la valuta di registrazione nelle schede contabili, clienti e fornitori, per mantenere progressivi e saldi in una valuta diversa dalla valuta di conto. La 2.1.0 ne completa il comportamento su tre fronti.
Le schede accettano i soli movimenti nella propria valuta o nella valuta di conto. Se una scheda ha una valuta di registrazione, il programma non consente più di movimentarla in valute diverse da queste due: il vincolo, che nella versione precedente era in parte affidato all’attenzione dell’utente, ora è applicato dal programma. Un conto corrente in dollari resta un conto corrente in dollari, per costruzione. Resta possibile registrare un movimento in valuta di conto — è la strada per gli aggiustamenti dovuti alle differenze sui cambi — tenendo però presente che in quel caso i progressivi in valuta di registrazione non vengono toccati, e i due saldi divergono.
La valuta della scheda viene proposta al posto di quella abituale. In inserimento, la valuta di registrazione della scheda ha la precedenza sulla valuta abituale dell’anagrafica: si riduce il numero di correzioni manuali e, soprattutto, il rischio di registrare un movimento nella valuta sbagliata.
Il bilancio di chiusura e apertura ne tiene conto. Le scritture di chiusura e di riapertura rispettano la valuta di registrazione delle schede coinvolte, così i saldi in valuta attraversano correttamente il cambio di esercizio.
Partitari di prima nota in valuta estera

La contropartita naturale della gestione in valuta è poterla leggere. I partitari di prima nota ora stampano gli importi in valuta estera secondo tre modalità:
- Solo valuta di conto — il comportamento tradizionale, tutto convertito in valuta di conto;
- Valuta di conto e valuta estera — le due colonne affiancate, utile per la verifica e per il confronto con l’estratto conto bancario;
- Solo valuta estera — la lettura “nativa” della scheda, quella che serve per riconciliare un conto in valuta con la controparte estera.
A queste si aggiunge il filtro sulla valuta dei movimenti, che permette di estrarre dal partitario le sole registrazioni in una determinata valuta: la strada più diretta per rispondere alla domanda “cosa ho movimentato in dollari su questo conto”.
Ratei e risconti: stato “Annullato”, risconto “ibrido” e data di ripresa

La gestione dei ratei e risconti su più esercizi si completa con tre elementi che rispondono ad altrettante situazioni concrete. Il punto di partenza è il ciclo di vita di una scheda di assestamento, che attraversa tre momenti: Inserito alla generazione, Rilevazione quando viene emessa la scrittura di assestamento, Ripresa quando quella scrittura viene stornata nell’esercizio successivo.
Lo stato “Annullato” è l’uscita laterale da questo percorso: chiude la scheda senza cancellarla, conservando la traccia di quanto era già stato rilevato. Serve soprattutto per le risoluzioni anticipate — un contratto pluriennale che si interrompe a metà strada comporta l’annullamento delle schede future e la rettifica di quella in corso — e per correggere errori di impostazione. L’annullamento è sempre un’operazione manuale e richiede una motivazione, e non è consentito sulle schede riferite a un esercizio già chiuso.
Il risconto “ibrido” riguarda il caso, tutt’altro che raro, della registrazione che cade dentro il periodo di competenza, con la competenza che inizia in un esercizio precedente. Una fattura registrata a febbraio 2026 per un servizio di competenza dal 1° dicembre 2025 al 30 novembre 2027 ha una coda già maturata nel 2025 e una quota che guarda al 2027: Konga genera allora due schede di natura diversa a partire dalla stessa prima nota, un rateo per la parte retroattiva e un risconto per quella futura, ciascuna con il proprio ciclo di vita. Se l’esercizio precedente è già chiuso il rateo non viene prodotto e la quota va imputata a sopravvenienze, su un conto che resta una scelta dell’utente.
La “data ripresa” rende esplicito il secondo dei due momenti contabili di ogni scheda: accanto alla data di assestamento — quella della rilevazione, tipicamente la chiusura dell’esercizio — c’è ora la data in cui la scrittura viene ripresa, normalmente il primo giorno dell’esercizio successivo, e a ciascuna delle due corrisponde il numero della registrazione generata. Averle distinte è ciò che permette di gestire le sequenze pluriennali, dove ogni esercizio ha la propria coppia di scritture.
Vale la pena ricordare, a questo proposito, come vanno letti insieme i due importi della scheda: l’importo originale è il totale della registrazione di partenza, mentre l’importo da assestare è il residuo alla data di assestamento di quella scheda. È il secondo a corrispondere al saldo iscritto a bilancio a quella data: si legge direttamente sulla scheda in essere, senza doverlo ricostruire sommando le quote degli esercizi ancora a venire.
La nuova stampa “Analisi commesse”

Chi lavora per commessa conosce il problema: i dati per capire come sta andando una commessa ci sono tutti, ma sono sparsi. Una parte è negli ordini dei clienti, una negli ordini ai fornitori, una nelle fatture emesse e una nei movimenti di magazzino, e per sapere quanto si è già ricevuto dai fornitori bisogna guardare in contabilità. Metterli insieme significava esportare, incrociare a mano su un foglio di calcolo e ripetere l’operazione a ogni aggiornamento.
La 2.1.0 introduce una stampa standard che fa quel lavoro: “Analisi commesse”, abbinata al modulo “V” (Vendite). Attinge a cinque fonti — righe degli ordini da clienti, righe degli ordini a fornitori, righe delle fatture e note di credito, movimenti di carico/scarico e partite aperte — e per ogni commessa del perimetro selezionato restituisce il quadro completo.
I totali per commessa
Per ciascuna commessa la stampa calcola:
- il totale ordinato dai clienti e il totale ordinato ai fornitori;
- il margine lordo, differenza tra i due;
- il fatturato e il da fatturare, cioè la parte di ordinato che non è ancora diventata fattura;
- gli ordini a fornitore ancora da evadere e le fatture da ricevere, ottenute confrontando l’ordinato ai fornitori con quanto risulta già registrato in contabilità per quella commessa, ovvero le partite aperte dei fornitori abbinate alla commessa;
- il totale dei carichi e il valore di magazzino della commessa, calcolato al costo medio dei carichi della commessa stessa.
Ogni totale è disponibile anche scomposto per tipologia di articolo, sulle tipologie effettivamente presenti tra gli articoli movimentati: è la lettura che serve quando una commessa mette insieme voci di natura diversa — prodotti, servizi, prestazioni — e il margine complessivo da solo dice poco.
La selezione
Il perimetro si indica con un intervallo da commessa a commessa, che copre in un unico meccanismo tutti i casi: stesso codice in entrambi i campi per analizzare una singola commessa, due codici diversi per un sottoinsieme, entrambi vuoti per l’intero archivio. Il campo “Alla data” fissa il momento a cui riferire l’analisi, così da poter rileggere la commessa com’era a una data passata.
I filtri sugli articoli — da codice a codice, da categoria merceologica a categoria merceologica, e tipologia — permettono di restringere l’analisi a una parte del contenuto della commessa: utile quando interessa il solo materiale, o le sole prestazioni.
Il tipo di stampa governa il livello di approfondimento: oltre ai totali, la modalità “Dettaglio” riporta anche le righe dei movimenti da cui i totali derivano — ordini, fatture e movimenti di magazzino, ciascuno con articolo, quantità, valore unitario e totale — in modo che ogni numero sia verificabile risalendo ai documenti che lo compongono.
Lotti: anche le quantità fiscali
La gestione dei lotti è stata modificata per tracciare, accanto alle quantità di magazzino, anche le quantità fiscali. La distinzione serve in tutti i casi in cui i lotti sono stati movimentati usando una unità di misura diversa da quella fiscale.
La conseguenza pratica è che il progressivo dei carichi, il progressivo degli scarichi e la giacenza dei lotti vengono ora sempre normalizzati nell’unità di misura fiscale. I valori che si leggono sul lotto sono quindi omogenei tra loro e confrontabili con i documenti, qualunque sia l’unità di misura con cui i singoli movimenti sono stati registrati.

Anche la stampa “Lista dei lotti” — sia nella modalità normale, sia in quella con il dettaglio dei movimenti — guadagna nuovi criteri di selezione. Accanto agli intervalli di codice articolo e di identificativo lotto già disponibili, è ora possibile restringere la stampa a una categoria o a una tipologia di prodotto, e delimitare il periodo di produzione e quello di scadenza. Sono i filtri che servono nella pratica quotidiana della tracciabilità: individuare i lotti che scadono entro una certa data, o isolare quanto è stato prodotto in un determinato periodo.
Solleciti di pagamento e visibilità delle scadenze
Il ciclo dei solleciti guadagna diverse novità collegate tra loro.
L’invio massivo via email dei solleciti di pagamento porta ai solleciti la stessa logica già disponibile per gli altri documenti: una sola elaborazione al posto di una sequenza di invii manuali. Dalla scheda del cliente, l’invio del sollecito prevede ora anche le opzioni di stampa, per scegliere come comporre il documento allegato al messaggio.

La nuova elaborazione “Modifica visibilità scadenze” permette di intervenire in blocco su quali scadenze devono essere considerate visibili. Si sceglie il cliente e si restringe l’elenco delle sue scadenze con i filtri disponibili — data di scadenza, numero del documento, condizione e stato di pagamento — quindi si agisce sulla colonna “Nascosta” delle righe interessate, aiutandosi con i comandi per selezionarle tutte o nessuna e con le viste che mostrano le sole scadenze nascoste, le sole visibili oppure tutte.
La scelta si riflette sui documenti che arrivano al cliente grazie alla relativa opzione per omettere le scadenze nascoste nelle stampe dei solleciti di pagamento e dell’estratto conto. Il caso d’uso tipico è quello delle scadenze oggetto di accordo, contestazione o piano di rientro, che non si vogliono far comparire nel sollecito standard.
Completa il quadro la possibilità di stampare le partite delle schede collegate nella stampa estratto conto: per i gruppi di clienti gestiti con schede collegate, l’estratto conto può ora essere letto in modo unitario.
Cespiti e registro dei beni ammortizzabili
L’area cespiti riceve la nuova causale “ricostruzione fondo”: i movimenti registrati con questa causale concorrono al fondo di ammortamento e al valore residuo allo stesso modo degli ammortamenti, sia nella stampa del registro sia nei totali della scheda del cespite.
La stampa del registro dei beni ammortizzabili è stata rivista in profondità, con l’obiettivo di rendere coerenti i valori del fondo e del residuo in tutte le situazioni di movimentazione del cespite:
- il calcolo tiene conto di ogni tipo di movimento — utilizzo del fondo, decrementi, alienazioni, eliminazioni, minusvalenze e rettifiche — decrementando fondo e residuo solo fino a capienza;
- la quota dell’anno considera le rettifiche solo quando appartengono all’anno di stampa;
- la colonna “Tot. ammortamento” si chiama ora “Valore fondo ammort.”, per indicare senza ambiguità che si tratta del fondo e non della sola quota di periodo;
- i progressivi sono riferiti alla singola categoria e ripartono a ogni cambio di categoria;
- i cespiti che non hanno ancora alcun movimento compaiono in stampa, con il residuo da ammortizzare pari al valore da ammortizzare;
- quando non si richiede la stampa di tutti i cespiti, i beni alienati o eliminati vengono inclusi se la data di alienazione o eliminazione ricade dal 1° gennaio dell’anno di stampa in poi: il criterio è legato all’anno richiesto, e rende quindi affidabile anche la stampa di esercizi diversi da quello in corso;
- se una riga di movimento è priva della data operazione, la stampa lo segnala nel registro degli eventi, così da poter individuare e completare la scheda incompleta.
Anche la stampa della lista dei cespiti è stata aggiornata, per dare su un’unica riga il quadro completo del bene: sono state aggiunte la colonna “Costo Storico”, con il valore totale del bene, e la colonna “Fondo Amm.”, con il valore già ammortizzato, e l’ordine delle colonne è stato rivisto in modo che Descrizione e Categoria affianchino i valori di Fondo, Residuo, Valore Aggiornato e Costo Storico.
ATTENZIONE: chi avesse creato una copia personalizzata del layout della lista dei cespiti continuerà a utilizzare la propria versione; per disporre delle nuove colonne occorre ripartire dal layout standard aggiornato.
Scansione dei documenti negli allegati

Fino a oggi, per allegare un documento cartaceo a una scheda di Konga serviva un passaggio esterno: scansionarlo con il software dello scanner, salvare il file su disco e solo dopo allegarlo alla scheda. Nella 2.1.0 lo scanner è integrato nella gestione degli allegati, e il file intermedio non serve più.
Quando il programma riconosce almeno uno scanner collegato, il pulsante “Nuovo” della lista degli allegati mostra un menu con due scelte: “Da file…”, il comportamento tradizionale, e “Da scanner…”, che elenca i dispositivi disponibili.
Ne abbiamo approfittato per snellire anche il percorso da file. Selezionando “Da file…” — oppure usando “Aggiungi riga” dal menu contestuale della lista, o il pulsante “Nuovo” quando non ci sono scanner riconosciuti — si apre immediatamente la finestra di selezione del file. Nella versione precedente compariva prima la finestra delle proprietà dell’allegato, che apriva a sua volta il pannello di selezione come se si fosse premuto “Sfoglia…”; ora l’ordine è quello naturale, e se si annulla la scelta del file la finestra delle proprietà non viene mostrata affatto.
La finestra di scansione

Selezionando uno scanner si apre la finestra di acquisizione. Le opzioni in alto sono quelle consuete di un buon programma di scansione e dipendono dalle caratteristiche del dispositivo scelto, che ne fornisce anche i valori predefiniti:
- la sorgente di acquisizione: piano fisso o alimentatore di carta;
- la dimensione della pagina, tra quelle supportate;
- la risoluzione in DPI;
- la modalità: colore, scala di grigi o bianco e nero.
Premendo “Scansiona” le pagine acquisite compaiono in anteprima nel corpo della finestra, dove si lavora sul documento prima di allegarlo: si possono selezionare una o più pagine e ruotarle a destra o a sinistra, oppure eliminarle; il pomello in basso a sinistra regola lo zoom dell’anteprima; il pulsante con i quattro quadratini riordina le pagine con le modalità “intercala” e “intercala inverso”; una singola pagina si sposta di posizione con il drag & drop.
Il pulsante “Ok” si abilita quando sono soddisfatte le due condizioni necessarie: almeno una pagina acquisita e un titolo del documento, che diventerà il nome del file allegato, con l’aggiunta automatica del suffisso “.pdf”.
N.B.: “intercala” e “intercala inverso” servono a fondere due passate di acquisizione — prima tutti i fronte, poi tutti i retro — con gli alimentatori che non gestiscono il fronte-retro.
Le proprietà dell’allegato

Entrambi i percorsi — la selezione da file e la scansione — arrivano alla finestra delle proprietà dell’allegato, dove si indicano la tipologia, la descrizione e i tag introdotti nella 2.0.0. È la stessa finestra di prima, con l’unica differenza che accanto al nome originale del file non compare più il pulsante “Sfoglia…”, diventato superfluo ora che il file viene scelto prima. La finestra resta raggiungibile anche dal pulsante “Modifica” della lista degli allegati.
Il risultato è che una fattura di acquisto cartacea, un DDT firmato o un contratto passano dallo scanner alla scheda di Konga — e quindi al fascicolo digitale, per chi utilizza il modulo “W” — in un’unica operazione, con i tag automatici già introdotti nella 2.0.0 che continuano a fare il loro lavoro di classificazione.
Fascicoli: filtri, statistiche e riferimenti aggiuntivi

Il modulo “W”, introdotto con la 2.0.0, cresce con le novità richieste da chi ha iniziato a usarlo su volumi reali:
- i riferimenti aggiuntivi ai fascicoli, sulla linea dei riferimenti aggiuntivi già disponibili per le righe dei documenti, per agganciare il fascicolo alle codifiche interne dell’azienda;
- i filtri e le statistiche sui fascicoli, per interrogare l’archivio e avere una misura sintetica di quanti fascicoli si trovano in ciascuno stato;
- la numerazione delle righe, che rende più agevole il riferimento a una riga specifica in fase di verifica;
- la scelta del fascicolo alla creazione di un nuovo allegato, che consente di collocare il documento nel fascicolo corretto nel momento in cui lo si allega, invece di ricondurlo dopo.
Per chi non conoscesse il modulo “W”, rimandiamo all’articolo dedicato: Modulo W: fascicoli e flussi di lavoro.
Le altre novità
Diverse novità di questa versione non richiedono molte spiegazioni, ma vale la pena elencarle:
- l’opzione “Escludi Chiusure” nella stampa del bilancio UE, per leggere il bilancio al netto delle scritture di chiusura;
- l’importazione/esportazione dei modelli dei parametri extra, che permette di spostare le configurazioni delle stampe tra installazioni diverse senza rifarle a mano;
- l’esclusione degli articoli obsoleti dall’analisi della scorta minima in generazione ordini fornitori: gli articoli marcati come obsoleti non generano più proposte d’ordine indesiderate;
- la revisione della logica di propagazione del ricalcolo dei prezzi nella variazione dei listini;
- la colonna “Resi” nei documenti fiscali e nel carico/scarico, che ora compare automaticamente quando serve, invece di dover essere attivata dall’utente;
- i punti fedeltà assegnabili ai clienti anche senza fidelity card, per i negozi che gestiscono la raccolta punti sull’anagrafica del cliente;
- il filtro sulla lista degli utenti e il filtro per utente nel giornale delle attività, utili quando gli utenti configurati sono molti e si deve ricostruire chi ha fatto cosa.
Server: più veloce, più leggero, più severo
Due interventi riguardano il Konga Server e non hanno un’interfaccia da mostrare, ma si notano nell’uso quotidiano.
Le prestazioni sono state migliorate e il consumo di CPU a riposo è stato ridotto: quest’ultimo punto ha effetti concreti sulle installazioni virtualizzate e sui server in cloud, dove la CPU consumata a vuoto è un costo.
La sicurezza del server è stata rafforzata con controlli più severi sui dati ricevuti, nella direzione di validare rigorosamente tutto ciò che arriva dall’esterno.
Aggiornamento e approfondimenti
L’aggiornamento si esegue con le modalità usuali: aggiornamento automatico**, oppure download dalla pagina di download del sito di EasyByte Software.
Per il contesto di questa versione può essere utile rileggere gli articoli dedicati alla 2.0:
- Konga versione 2.0.0
- Modifiche architetturali in Konga 2.0
- Autenticazione in Konga 2.0
- Modulo W: fascicoli e flussi di lavoro
** L’aggiornamento automatico all’ultima versione non è previsto per le versioni server (daemon o servizio), questo significa che gli utenti del modulo “S” dovranno scaricare il programma di installazione e installare manualmente la versione aggiornata sulla postazione server. Per gli utenti della piattaforma Linux sarà sufficiente richiedere un aggiornamento software per scaricare il pacchetto aggiornato (da console: sudo apt-get upgrade).



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